Prefazione
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La magia di un luogo tra storia e presente di Nicoletta Arbusti
Al sesto piano dello storico “The Excelsior, a Luxory Collection Hotel – Marriott“ di Firenze, c’è sicuramente la più bella vista panoramica, a 360 gradi, di tutta la città.
Dal “Cosimo Rooftop Bar and Restaurant” Firenze ti appare come una straordinaria cartolina nella quale è possibile riconoscere tutti i monumenti storici della città, e la sensazione è quella di una pace straordinaria e antica, di un’oasi lontana dal frastuono delle strade sottostanti del centro e dalla folla dei turisti.
The Excelsior Hotel si affaccia su Piazza Ognissanti e sull’Arno, ed è denominato come Palazzo Bonaparte, perché una sezione dell’immobile appartenne a Carolina Bonaparte, sorella di Napoleone e vedova di Gioacchino Murat, che lo acquistò nel 1832, vi abitò fino al 1839, e lì terminò i suoi giorni, anche se la storia di questa proprietà era molto più antica.
Dopo il 1839 il palazzo cominciò ad essere usato come albergo, prendendo il nome, nel 1871, di Hotel Excelsior d’Italie.
La piazza prospiciente, Piazza d’Ognissanti, dove si trova l’entrata dell’Hotel, ha una storia antica, che risale al 1200, ed è in riferimento alla Chiesa e al grande e industrioso Convento d’Ognissanti, fondato in quel periodo storico dai Monaci Umiliati, Ordine oggi estinto, che per circa tre secoli segnarono fortemente la località con la loro presenza nel settore della lavorazione, colorazione della lana e asciugatura.
Quel Borgo, attraversava un terreno basso rispetto al livello dell’Arno, solcato da fossi, lungo i quali lavoravano, precedentemente, i caligai, i conciatori di pelli.
La bonifica di quel terreno acquitrinoso venne compiuta proprio dagli Umiliati, con il loro vasto convento, simile a un’isola industriale circondata dalle case degli artigiani e dai tiratoi, dove si tirava la lana, la si tingeva e si faceva asciugare.
Furono loro a far murare il Ponte alla Carraia, il secondo ponte fiorentino dell’epoca, e furono loro a far costruire attraverso il fiume “la Pescaia di Santa Rosa”, la stessa che vediamo oggi, per mantenere l’acqua sempre a un certo livello anche in tempo di magra.
E furono loro a regolare l’andamento dei fossi dove l’acqua scorreva, per mettere in moto mulini e gualchiere, o per smaltire i rifiuti delle conce e delle tintorie.
Molti mulini di quella zona furono usati nei secoli, oggi, naturalmente, sono tutti scomparsi, ma all’angolo del Lungarno Vespucci, su Via Curtatone, di fronte al Consolato Generale Americano, e molto vicino al The Excelsior Hotel, c’è una lapide che ricorda che lì nacque Giovan Battista Lulli, il grande compositore, nel 1632, in quanto il padre possedeva in quel luogo un mulino, probabilmente di proprietà del suocero mugnaio.
Furono sempre gli Umiliati a dare il nome al nuovo Borgo, cioè su una strada fuori della vecchia cinta muraria della città, con la loro chiesa dedicata a San Salvatore e alla Regina di tutti i Santi, da cui derivò il nome abbreviato di Ognissanti.
Alla fine del 1200 gli Umiliati, per il loro prestigio, furono richiamati a ricoprire importanti cariche pubbliche, mentre la Chiesa d’Ognissanti si riempiva di importanti opere d’arte di straordinario pregio, doni delle famiglie della zona, che avevano raggiunto una solida posizione economica e sociale, e divenne un fervido centro dell’attività politica repubblicana della città.
Nel 1440 vi lavorarono Sandro Boccicelli – che lì è sepolto accanto a Simonetta Vespucci, sua musa -, e il Ghirlandaio, assoldato dalla famiglia Vespucci, di cui faceva parte il navigatore Amerigo, che diede il suo nome all’America, e che abitava lì vicino, nel loro palazzo che porta lo stesso nome.
Anche Amerigo Vespucci e Carolina Bonaparte sono sepolti nella chiesa.
Facendo ancora un lungo salto temporale, nel 1871 l’Excelsior diventa l’Hotel d’Italie, accorpando Palazzo Bonaparte alla struttura su piazza Ognissanti.
Nel 1927 entrambe le parti dell’immobile diventano proprietà dell’albergatore svizzero Gérard Kraft, e l’intestazione è definitivamente Hotel Excelsior.
Nel 1951 nasce il Roof Garden, ad opera degli architetti Nello Baroni e Pietro Porcinai, e del designer Maurizio Tempestini.
E nel 1958 la Ciga, di proprietà dell’Aga Khan Karim IV, acquisterà tutta la struttura, che diventerà il suo punto di riferimento nei suoi viaggi a Firenze.
Tra i nomi illustri, che sono stati ospiti dell’Hotel nel Novecento, figurano, tra i molti, Arthur Rubinstein, Charlie Chaplin, Orson Wells, Henry Ford, Maria Callas, Arturo Toscanini, e alcuni presidenti degli Stati Uniti, diventando uno degli indirizzi di élite del jet set internazionale.
Oggi “Cosimo Rooftop Bar and Restaurant”, con le sue terrazze meravigliose e dal panorama mozzafiato, sospese tra cielo e città, è divenuto un indirizzo esclusivo e raffinato in Firenze, che continua la tradizione dell’internazionalità, e dove è possibile gustare una reinterpretazione della tradizione toscana con un tocco contemporaneo, arricchita da drink dedicati alle donne della famiglia Medici.
Ingredienti stagionali, tecniche artigianali onorano la cucina toscana attraverso uno sguardo attuale, al passo col rinnovamento.
